A spasso con Giovanni Antonio de’Sacchis per le sue terre

Primo giorno: Ospiti del pittore Giovanni Antonio de’Sacchis nella sua Pordenone.

Arrivo degli ospiti e sistemazione in hotel nelle camere riservate.
Pranzo leggero e inizio delle visite.
Il primo approccio col Pordenone lo avremo nel Duomo con il suo magnifico campanile vero e proprio simbolo della città. All’interno potremo ammirare la Pala di Santa Maria della Misericordia. La tela è databile al 1515-1516 e rappresenta uno dei più alti raggiungimenti della prima maturità artistica del pittore.
La Pala grande dell’altar maggiore con la gloria di San Marco evangelista che consacra Ermagora Il dipinto già sulla mensa dell’altar maggiore della chiesa veniva commissionato al pittore nel 1533 e condotta a termine nel 1535.
Ci sposteremo poi a Palazzo Richieri per osservare le Quattro portelle del fonte battesimale.
I dipinti, tolti per ragioni di conservazione dal battistero del Pilacorte ancora conservato ed utilizzato in San Marco, si trovano aggi nel contiguo Museo Civico d’Arte Antica . I lavori di splendida condotta quasi di getto sono databili attorno al 1534.
Sempre nel tempio si potrà ammirare la tecnica di cui il pittore è uno dei maggiori rappresentanti del XVI secolo, i Santi Erasmo e Rocco
Si tratta di due affreschi oggi visibili su due delle facce dell’ottagonale pilastro di destra del tempio. Una controversa proposta di datazione, oggi si attesta agli anni 1515-1518 per il San Rocco (nel quale una robusta tradizione locale vuole vedere un autoritratto del Pordenone, ancorché egli ne abbia disseminati almeno altri quattro) e per il Sant’Erasmo all’incirca agli anni 1512-1514.

Ci Sposteremo poi di nuovo al Museo Civico d’Arte Antica per ammirare

La Pala di San Gottardo

La tela, qui trasferita dalla demolita chiesa cittadina dedicata al Santo vescovo, molto restaurata, è databile al 1525-1526 e si raccomanda oltre che per la bellezza dei tessuti del Santo titolare per un vigoroso autoritratto dell’Autore nei panni di San Rocco.
Altre piccole testimonianze del Pordenone sono conservate nelle sale, ma di queste non si ritiene di fare specifica citazione.

In città, sempre che per la preventivata mostra dell’estate del 2019 la fabbrica sia accessibile, si dovrebbe poter visitare la casa di abitazione (l’ultima del maestro) con lo Studiolo del Pordenone nel quale è possibile vedere un fregio decorante le estremità terminali delle pereti di un saloncino in cui è più facile immaginare una stanza di rappresentanza dell’artista. Per ora si sa solo che i vani sono in fase di (eterno) restauro.

Breve visita guidata del centro della città.
Rientro in hotel. Prima di cena, breve presentazione del programma evidenziando il legame dell’artista con il territorio.

Secondo giorno: con Giovanni Antonio de’Sacchis nella Pedemontana pordenonese.

Prima colazione in hotel e partenza in autobus.
In circa 30 minuti arriveremo nella magnifica cittadina pedemontana, Spilimbergo, dove nella parrocchiale di Santa Maria si trova la magnifica Decorazione pittorica della cinquecentesca macchina dell’organo.

L’impegnativa impresa veniva assunta dal pittore nel 1524 e comprendeva l’illustrazione dell’interno e dell’esterno delle portelle e la dipintura delle cinque tavole, ricordate anche da Giorgio Vasari, poste ad abbellimento del prospetto della cantoria dell’organo.

La conoscenza della città del mosaico proseguirà con la Visita guidata dello splendido centro storico incluso il castello cittadino.
Il pranzo sarà una lezione di storia e di cultura friulana in una osteria dove vengono serviti piatti della tradizione

Nel pomeriggio, ci sposteremo in autobus per raggiungere

Valeriano, parrocchiale di Santo Stefano
Trittico con le figure dei Ss. Michele, Valeriano e Giovanni Battista.
Si tratta della prima opera datata e firmata dal pittore: 1506.
La decorazione della facciata dopo il terremoto del 1976, è stato ricoverato all’interno del tempietto. Lungo la parete di sinistra della navatella, si può vedere una Natività con i Ss. Antonio da Padova e Floriano che il pittore ebbe modo di dipingere attorno al 1527. Alla scena si accompagna una coeva Fuga in Egitto.

Pochissimi chilometri e si giunge a Gaio, alla parrocchiale di San Marco evangelista
Trinità con i simboli degli evangelisti.
Le figure, che si dispongono all’interno del rigiro di una sorta di grande patera, possono essere datate attorno al 1506, anno del documentato esordio pittorico del maestro.

Ancora una visita ad un paesino della pedemontana, Travesio, per ammirare la parrocchiale di San Pietro Apostolo, la Decorazione della volta e delle pareti del presbiterio
L’impresa, molto impegnativa, che prevedeva pure un San Cristoforo al di fuori del tempio, è datata al 1516 per l’affrescatura della volta ed agli anni 1525-1526 per quanto concerne le storie delle pareti del presbiterio stesso. Il complesso pittorico si presenta di non facile lettura ed a motivo delle scansioni temporali durante il quale venne realizzato e per l’interpretazione delle diverse tematiche che il Pordenone si vedeva costretto ad illustrare.

Infine faremo una sosta a Pinzano, alla chiesa parrocchiale di San Martino vescovo
Madonna con il Bambino e devoti e devote della confraternita
Pala per l’altare della fraterna, assegnabile al 1525 e testimonianza, con tecniche pittoriche decisamente rinnovate, di tipologie arcaiche legate ad una devozionalità cui il pittore presta la propria opera.
Decorazione della cappella della fraterna di San Sebastiano
In parte demolito, il vano si presentava come un’appendice della navata con altare proprio ad avvolgere il quale il Pordenone attorno il 1527 veniva costruendo un ciclo completo di pitture delle quale sopravvivono oggi solamente alcune testimonianze.
Rientro in hotel per una breve passeggiata in centro (tempo permettendo) ed una cena ristoratrice.

Terza giorno: Giovanni Antonio de’Sacchis lungo le rive del medio Tagliamento ospiti pure del discepolo prediletto: Pomponio Amalteo (Motta di Livenza 1505- San Vito al Tagliamento (recte: Terra di San Vito) 1588)
Prima colazione e rilascio delle camere.
Partenza in autobus per San Martino al Tagliamento, per ammirare la Chiesa Parrocchiale di San Martino vescovo e San Cristoforo, colossale, come d’obbligo, figura decorante una delle facciate laterali dell’aula ecclesiale. Il lavoro si può datare al 1518 e purtroppo si presenta in stato poco più che larvale. All’interno della chiesa ci sono due interessantissime tele di Pomponio Amalteo.

Ci sposteremo poi a Valvasone, nella Chiesa parrocchiale del SS. Corpo di Cristo
Portelle del cinquecentesco organo della parrocchiale
L’intervento del Pordenone alle decorazione dell’organo della parrocchiale commesso nel 1532 a Vincenzo Colombo da Casale Monferrato, ma attivo in Venezia. Il contratto con il pittore è del 1535 per la dipintura delle portelle. Nel 1537/1538 le tele erano ancora in lavorazione. Nel gennaio 1539 il Pordenone muore a Ferrara. Nel 1549 i Giurisdicenti di Valvasone facevano convenzione con Pomponio Amalteo allievo e genero del Pordenone per il completamento della dipintura delle portelle.

Breve visita al centro storico inclusa una visita nella casa museo di Edo Janich (se disponibile), il famoso scultore creatore delle formelle del portale del duomo.
Sosta per un pranzo leggero ed un assaggio di vini locali in una cantina della zona.
Nel primo pomeriggio, partenza per il rientro.